Rossella Guadagno

L'Arte è dentro di noi…non è un privilegio di pochi

Placate le onde

70-Placate le onde-15

Anno: 2015  – Disponibile – Dimensioni: 100×80 cm – Tecnica: Olio su tavola

 

UNA SOLA PELLE

La pelle invia muti richiami,
un brivido corre lungo la schiena,
una febbre sale e inebria la mente.

Allungo le mani, sfioro il velluto,
le braccia si tendono a cercare la stretta
per avvolgere in spire sempre più forti.
Inizia il cammino dentro di te.

Mi abbandono alle acque calde e salate,
umori e sapori di maree
come danze muovono in lenta dolcezza,
per scuotere poi con ondate di rabbia sferzante.

Continua il viaggio nella meta raggiunta,
respiro il tuo corpo, vorrei sentirti più piano,
ma è la tempesta che detta i suoi tempi.

Cerco invano il naufragio per sbattere
e morire contro le rose dei tuoi scogli.

Non è più concesso, la mia pelle è la tua,
dentro te trovo me stesso,
dentro me carezzo la tua anima.
Placate le onde, posato su sabbie roventi,
non apro il respiro per potermi rialzare,
non muto la pelle per trovare, di nuovo, il mio corpo,
voglio restare in te, ancora e ancora.

Allontano l’illusione che esplode in un attimo
e sembra offrire solo un fugace abbraccio
di milioni di gocce,
mi annullo appagato dalla dimensione
che fonde le carni in una sola marea.

Quando avvertirai quel senso di vuoto,
non pensare alla legge crudele che separa le membra,

dimentica l’idioma di quei muti richiami di acque salate,

riponi nei sogni l’idea di quell’unico involucro,
dischiuso e perduto,
non pensare..

D.Z.

Year: 2015 – Available – Measures: 100×80 cm – Technique: oil on wood

UNA SOLA PELLE

A skin
Skin is sending silent calls,
A shiver runs down my spine,
A fever rise inebriating my mind.

I strech my hands, I touch the velvet,
arms reach out to get the grasp
to wrap in spirals that grow stronger.
So it begins the path inside you.

I abandon myself in those salty warm waters,
Lymphs and flavours of tides
Like dances moving in slow sweetness
To shake then through waves of whipping rage.

The journey goes on in the achieved destination,
I breath your body, I’d like to feel you more quietly,
But the storm imposes its paces.

I look in vain to drown to ship me
and die against the roses of your cliffs.

It’s not permitted anymore, my skin is yours,
Inside you I find myself,
Inside me I touch your soul.
Quenched thewaves, I lie on scorching sands,
I don’t open up my breath to rise again,
I don’t change my skin to find my body again,
I want to stay inside you, again. Again.
I push away the illusion that burst in a while
And seems to offer only a quick embrace
Of millions of droplets.
I undo myself satisfied by the space
that melt together our fleshes in just one tide.

When you are going to feel that emptiness
Don’t think about the cruel law separating the limbs.
Forget the language of those silent calls of salty waters,
Wrap in your dreams the very idea of that unique shell,
Disclosed and lost,
Don’t think.

D.Z.

Comments are closed.